Le cronache dei morti viventi
Titolo originale: Diary of the dead
Regia: George A. Romero
Uscita: 2008
Attori: Shawn Roberts, Joshua Close, Michelle Morgan, Jon Dinicoi, Phillip Riccio, Scott Wentworth
Durata: 1h 35m
Nazione: Usa
Reperibilità: Inedito in Italia
Censura: VM18
Jason Creed è uno studente di cinema presso l’università della Pennysilvania, è intenzionato a partecipare ad un concorso di video realizzando un film horror su una mummia, una pellicola su un vecchio classico mai tramontato. Tuttavia durante le riprese, qualcosa scombussola le ordinarie vite degli studenti e del loro oxfordiano professore (patito d’alcool), alla televisione mostrano dei morti rialzarsi e mordere l’inviata di un’emittente televisiva. Immersi nella boscaglia e all’udire di rumore molesti, decidono di salire su un camper e di scappare da quel luogo che sembra star per divenire pieno di “morti”. Da qui in poi inizierà la lunga corsa verso la pace, la ricerca di un luogo in cui poter evitare di lottare nonchè di perdere ulteriori componenti del gruppo che – di spostamento in spostamento – si sfoltisce di numero. Per far si che altri umani possano vedere quanto sta accadendo, Jason Creed decide di prendersi l’impegno di registrare tutto quanto sta accadendo a lui e ai suoi amici (alcune volte commettendo vera e propria accidia, restando impassibile a riprendere i suoi amici venir attaccati piuttosto che interrompere il tutto, ciò richiama per certi versi quello che è stato “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato), in modo che tale filmato possa essere d’aiuto alle persone ancora in vita che si trovano nella loro stessa situazione.
La pellicola riprende molto lo stile lanciato da “Blair Witch Project”, ovvero con la telecamera in soggettiva, metodo tornato di moda ultimamente grazie a J.J. Abrams (padre della serie televisiva “Lost” e di “Mission Impossible III”) con il suo “Cloverfield” e grazie all’iberico “Rec” cui è già stato confermato il rifacimento Hollywoodiano dal titolo “Quarantine”. Che Romero stia invecchiando è un dato di fatto. Ma che stia invecchiando perdendo alcunché della sua voglia di filmare facendo bene, realizzando prodotti di un’idilliaca mistura tra l’horror e il sociale, stupisce. Con il rilascio nell’ormai “lontano” 2005 de “La terra dei morti viventi”, si pensava di essere arrivati ad una sorta di saturazione in quanto a linea cronologica degli eventi, che fin dal principio nel 1968 portarono all’invasione degli zombi con “La notte dei morti viventi”. Ma eccitato dal poter continuare a trattare le sue creature preferite, Romero non si è perso d’animo e cercati nuovi fondi nonché una casa di produzione indipendente, ha deciso di rimettersi al lavoro con “Diary of the dead”, che in Italia verrà conosciuto come “Le cronache dei morti viventi”. In questo film così come aveva fatto per “Il giorno dei morti viventi”, torna alla critica verso il sistema, non rinunciando all’intreccio con le sue adorate e primordiali creazioni. “Diary of the dead” è infatti uno spin off de “La notte dei morti viventi”, ed è ambientato tra il 24 e il 25 ottobre, dunque agli albori dello scoppio del “virus”/”radiazioni”.
Questo nuovo episodio da modo a Romero di mostrare quanto non si sia arrugginito in tecnica, e quanto egli sia al passo coi tempi, riconoscendo alla tecnologia il giusto progresso, la telecamera diventa lo strumento con cui poter salvare l’intera umanità, filmando quello che i ragazzi sulla propria pelle stanno passando. E così sotto un’incessante lotta tra la vita e la morte, con i non-morti a braccare i vivi, la regia non poteva compiere un’opera di maggior successo. Gli stacchi tra una ripresa e l’altra sono quasi impercettibili e se focalizzati completamente nella comprensione del film non risultano esistere nemmeno, escluso ovviamente i momenti in cui viene volutamente spenta la telecamera da parte dell’operatore per impossibilità di filmare, ad esempio quando il caravan viene fermato dalla guardia nazionale che li priva delle vettovaglie lasciandogli però tenere le armi, così che se avessero bisogno di difendersi non sarebbero stati colti alla sprovvista. Questo particolare della concessione da parte dei militari, viene ampiamente argomentato dal professore di cinema oxfordiano che spiega come essi siano stati tuto fuorché vili per avergli lasciato tenere armi, ciò fa ipotizzare che Romero possa in qualche modo aver evoluto la sua forma di pensiero anti-militaristica rendendola più umana e in netto contrasto con la figura demonizzata rappresentata da Danny Boyle nell’altrettanto cult “28 giorni dopo” (cui è seguito “28 settimane dopo”, e a cui si ipotizza seguire “28 mesi dopo”, forse realizzato dallo stesso Boyle). Il film di per sé è strano, e la scelta di attori giovani nonchè sconosciuti è un arma a doppio taglio. Il pro di tale scelta è sicuramente un’immedesimazione maggiore da parte dello spettatore in quei volti acqua e sapone immortalati da Romero, mentre il difetto appare con l’interpretazione, probabilmente dovuto ad una forzatura voluta da egli stesso nel copione, la quale rende alcune scene ripetitive facendo tendere gli attori al falso o allo sguardo perso nel vuoto, quasi che si stia guardando una gloriosa telenovela argentina. A stupire poi è anche il make-up, gli zombi sono pochi ma qualitativamente elaborati, che si scordino le orde fameliche de “L’alba dei morti viventi” e de “La terra dei morti viventi”, essendo in parallelo con il primo film assistiamo a seconda del momento del giorno delle riprese, se il 24 o il 25 ottobre, ad una affluenza di non-morti più o meno elevata.
Romero sembra dunque aver colpito nel segno tanto da dichiararsi interessato al sequel di questa sua fortunata pellicola che deve essere ancora rilasciata in molti paesi, Italia compresa. Non resta altro che sperare in un rilascio imminente di tale pietra miliare del cinema, che andrà a collocarsi ben presto di fianco agli altri capolavori romeriani della saga dei morti viventi.
Voto: 8/10
Dennis Trotta
4 Commenti
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Si sa quando uscira in italia il film?
Ciao Alessio,
Non è ancora disponibile una data di rilascio italiana. Nessuna delle nostre case di distribuzione ventila l’ipotesi di un eventuale rilascio del film, nè di averne acquisito i diritti per il rilascio. Dunque non resterà che attendere che il mercato italiano si smuova decidendo a rilasciare anche questa pellicola.
I tempi -tuttavia- sono sconosciuti.
Speriamo presto.
Ciao.
Con orrore.
x horrorblood: veramente anche i muri sanno che i diritti per il mercato italiano li ha da mesi Sharada e Minerva… Il problema è che non si decidono a rilasciarlo. A giugno dissero lo facevano uscire a Ottobre. Informati meglio prima di rispondere a cazzo
Ciao Mario,
Ti ringrazio per la segnalazione.
Non ero a conoscenza dell’acquisizione dei diritti da parte di Sharada e Minerva, non ho trovato nessun comunicato stampa riguardante tale notizia, probabilmente i muri se li sono inghiottiti.
Ciao e grazie ancora.